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SORRISI, BOTARGA E UN PROSCIUTTO COL ZAMPETTO
- Subject: SORRISI, BOTARGA E UN PROSCIUTTO COL ZAMPETTO
- From: "Alberto Angelici" <albe@iol.it>
- Date: Sat, 24 Jun 2000 13:05:39 GMT
- Newsgroups: it.hobby.cucina
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M' e' venuta cosi', altra faccia di un' unica realta'.
SORRISI, BOTARGA E UN PROSCIUTTO COL ZAMPETTO
Quando si dice il caso....
Secondo me il caso non esiste; liberi pero' tutti voi di pensarla come vi
pare.
Sentite questa.
Ieri rientravo dalla Val d' Aosta e mi sono fermato a Parma per pranzare
con un caro amico che in quella citta' vive e lavora. Fa l' architetto,
Aldo.
Punto d' incontro, la stazione, poi dirigiamo al centro, che e' a pochi
passi. Il ristorante lo conosce lui. Tavolini esterni privi di
apparecchiatura, cartoni di vino sul passaggio, locale vuoto. Un tale
legge il giornale e indica in la' con il muto segno di una mano. Stanno
pranzando e sono in due. Ci affacciamo alla saletta e, senza entrare,
domandiamo se sono aperti, se ci danno da mangiare. La cuoca, in camice
bianco e retina sui capelli, si gira e senza alzarsi allunga un braccio e
borbotta:
- a quest' ora...beh potete mettervi li' - Fa segno verso un tavolo
striminzito. A pochi centimetri, una porta che a me pare il gabinetto.
- E fuori? - replichiamo noi, speranzosi.
- No, fuori no, solo la sera - e si rimettono a mangiare.
Non sono le quattro del pomeriggio ma l' una e venti soltanto. Commossi
da tanta disponibilita', decidiamo di andare altrove.
Pochi passi e ci imbattiamo in una vetrina. In alto e' scritto: La
Barricata. Nome e insegna di fattura casalinga ricordano piu' un centro
sociale che un ristorante.
Una trentina di coperti, aspetto tradizionale, aria di pulito e di fresco.
Un' occhiata d' intesa, entriamo. Sulla destra la cucina, da cui escono
profumini invitanti. Mani che trafficano. Un paio di pentole sbuffano e
borbottano.
Alle pareti vecchie foto, quadri moderni. Sul soffitto a calce un
ventolone. Spento, che non serve.
Sul fondo, accanto al piccolo banco della macchina del caffe', una ragazza.
Mora, capelli corti, pantaloni. Ci viene incontro e con gesti spontanei ci
fa accomodare. Sorride e anche gli occhi sorridono. Un buon inizio. Ben
differente dall' altro locale, eh Aldo?
Atipica l' offerta del menu: piatti della tradizione ma anche ricette
spagnole, birra dello stesso Paese, un dolce portoghese e laggiu' fa bella
mostra di se' un prosciutto completo di zampetto. Lungo, peloso e sottile,
non ha un aria nostrana ma emana un aroma invitante.
La figlia della proprietaria ha sposato uno spagnolo, ecco spiegato l'
innesto di cucina ispanica in quella parmense, ma nel rispetto di entrambe.
Leggera ma profumata e gustosa la pasta fresca con pomodorini e basilico,
accattivanti le tre piccole fiamminghe di insalate che seguono: una di
fagioli cannellini e botarga grattugiata, una fantasiosa, la migliore, con
lattuga, mela, banana e sfilacci di pollo, la terza di pomodori e
mozzarella.
Siamo soli e si sta bene. Nonostante la calura esterna che arroventa i muri,
li' dentro scorre una leggera brezza che arriva dal cortiletto di cui la
finestra aperta ci offre uno scorcio.
La cuoca, che oramai non ha piu' nulla da fare, chiacchiera sommessa
con la ragazza. Ogni tanto alzano lo sguardo su di noi che facciamo lo
stesso.
Non so neppure come, perche' tutto avviene in modo naturale e spontaneo,
fatto e' che ci troviamo a parlare con loro come se ci fossimo sempre
conosciuti.
- Il caffe' lo prendete qui con noi, vero? -
E' Sara, la ragazza. Lo dice pianamente, cosi', come un dato di fatto. E
sorride, di quel sorriso luminoso e semplice.
Al caffe' si aggiunge un profumato dessert.
- Portoghese - spiega la cuoca, della quale ignoro il nome. - E con
questo ci vuole un vino giusto. -Sul tavolo compare un calice di passito
spagnolo. Ambrato e dolce ma non troppo, perche' lascia il palato asciutto e
soddisfatto. Come me e Aldo.
Chiacchiere leggere e gradevoli come l' atmosfera di quell' ambiente,
oasi di pace che odora di amicizia, di fresco e di cucina appena rassettata.
Siamo soli e pare che il tempo si sia fermato.
Deve uscire un momento, la cuoca.Va a prendere qualcosa nella
cantina-magazzino che hanno a due passi dal ristorante.
- Ma non andate mica via, vero? Che vi voglio salutare. - Anche lei sorride
e le sue sono parole che si rivolgono a dei vecchi amici, non a dei clienti
sconosciuti.
Mi tocca, la spontaneita' del suo sorriso e quel calore, come tocca Aldo,
che dovrebbe partire a minuti per Torino, e che a questo punto non ha
alcuna voglia di partire.
Ci diamo del tu, ora con Sara, ed e' cosi' che le lasciamo. Nel fresco
della Barricata e nel calore di quei sorrisi.
Grazie Sara, grazie Cuoca.
La Barricata, Borgo Maradolo numero 8A, a Parma. Laterale della via Emilia,
nel centro del centro storico. 0521-281307 - Sulle 45.000. Adeguate. E poi,
tutto il resto mica lo pagate! Andateci: vi farete un piacere.
PS
Se penso che un po' piu' di gentilezza all' altro ristorante ci avrebbe
privati di questo incontro...