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SORRISI, BOTARGA E UN PROSCIUTTO COL ZAMPETTO



M' e' venuta cosi', altra faccia di un' unica realta'.

 SORRISI, BOTARGA E UN PROSCIUTTO COL ZAMPETTO

Quando si dice il caso....
Secondo me il caso non esiste; liberi pero' tutti voi di pensarla   come vi
pare.
Sentite questa.
Ieri rientravo dalla Val d' Aosta  e mi sono fermato a Parma per pranzare
con un caro amico che in quella citta' vive e lavora. Fa l' architetto,
Aldo.
Punto d' incontro, la stazione, poi dirigiamo al centro, che  e' a pochi
passi. Il ristorante lo conosce lui. Tavolini esterni  privi di
apparecchiatura,  cartoni di vino  sul passaggio, locale vuoto. Un tale
legge il giornale e indica  in la' con il muto segno di una mano.  Stanno
pranzando e sono in due. Ci affacciamo alla saletta e, senza entrare,
domandiamo se sono aperti, se ci danno da mangiare.  La cuoca, in camice
bianco e retina sui capelli, si gira e senza alzarsi allunga un braccio e
borbotta:
- a quest' ora...beh potete mettervi li' -  Fa segno  verso  un tavolo
striminzito.  A pochi centimetri, una porta  che a me pare il gabinetto.
-  E fuori? - replichiamo noi, speranzosi.
- No, fuori no, solo la sera -  e si rimettono a mangiare.
 Non sono le quattro del pomeriggio ma l' una e venti soltanto.   Commossi
da tanta disponibilita', decidiamo di   andare altrove.
Pochi passi  e ci imbattiamo in una vetrina.  In alto  e' scritto: La
Barricata.   Nome e   insegna di fattura casalinga ricordano piu' un centro
sociale che un ristorante.
Una trentina di coperti, aspetto tradizionale, aria di pulito e di fresco.
Un' occhiata d' intesa, entriamo. Sulla destra la cucina, da cui escono
profumini invitanti. Mani che trafficano. Un paio di pentole sbuffano e
borbottano.
Alle pareti vecchie foto,  quadri moderni. Sul soffitto a calce un
ventolone. Spento, che non serve.
Sul fondo, accanto al piccolo banco della macchina del caffe',  una ragazza.
Mora, capelli corti, pantaloni.  Ci viene incontro e con  gesti spontanei ci
fa accomodare. Sorride e anche gli occhi sorridono. Un buon inizio. Ben
differente  dall' altro locale, eh Aldo?

Atipica l' offerta del menu: piatti della tradizione ma anche  ricette
spagnole,  birra dello stesso Paese, un dolce portoghese e laggiu' fa bella
mostra di se' un prosciutto completo di zampetto. Lungo, peloso e sottile,
non ha un aria nostrana ma emana un  aroma invitante.
La figlia della proprietaria ha sposato uno spagnolo, ecco spiegato l'
innesto di cucina ispanica in quella parmense, ma nel rispetto di entrambe.
Leggera ma profumata e gustosa la pasta fresca con pomodorini e basilico,
accattivanti le tre piccole fiamminghe di insalate che seguono: una di
fagioli cannellini  e botarga grattugiata, una  fantasiosa, la migliore, con
lattuga, mela, banana e sfilacci di pollo,   la terza di pomodori e
mozzarella.
Siamo soli e si sta bene. Nonostante la calura esterna che arroventa i muri,
li' dentro scorre una leggera brezza che arriva dal  cortiletto di cui la
finestra aperta ci offre uno scorcio.
 La cuoca,  che oramai  non ha piu' nulla da fare,  chiacchiera  sommessa
con la ragazza. Ogni tanto  alzano lo sguardo su di noi  che facciamo lo
stesso.
Non so neppure come, perche' tutto  avviene in modo naturale e spontaneo,
fatto e' che  ci troviamo a parlare con loro come se ci fossimo sempre
conosciuti.
- Il caffe' lo prendete qui con noi, vero? -
E' Sara, la ragazza.  Lo dice pianamente, cosi',  come un dato di fatto. E
sorride, di quel sorriso  luminoso e semplice.
Al caffe' si aggiunge un profumato  dessert.
- Portoghese  -  spiega la cuoca, della quale  ignoro il nome. - E con
questo ci vuole un vino giusto. -Sul tavolo compare un calice di passito
spagnolo. Ambrato e dolce ma non troppo, perche' lascia il palato asciutto e
soddisfatto. Come me e Aldo.
Chiacchiere   leggere e  gradevoli come  l' atmosfera  di quell' ambiente,
oasi di pace che odora di amicizia, di fresco e di cucina appena rassettata.
Siamo soli e pare che il tempo si sia fermato.
Deve uscire un momento, la cuoca.Va a prendere qualcosa nella
cantina-magazzino che hanno a due passi dal ristorante.
- Ma non andate mica via, vero? Che vi voglio salutare. - Anche lei sorride
e le sue sono parole che si rivolgono a dei vecchi amici, non a dei clienti
sconosciuti.
Mi tocca,  la spontaneita' del suo sorriso e quel calore, come tocca Aldo,
che dovrebbe partire a minuti per Torino,  e che  a questo punto non ha
alcuna voglia di partire.
Ci diamo del tu, ora con Sara, ed e' cosi' che  le lasciamo. Nel fresco
della Barricata e nel calore di quei sorrisi.
Grazie  Sara, grazie  Cuoca.

La Barricata, Borgo Maradolo numero  8A, a Parma. Laterale della via Emilia,
nel centro del centro storico.  0521-281307 - Sulle 45.000. Adeguate. E poi,
tutto il resto mica lo pagate! Andateci: vi farete un piacere.

PS
Se penso che un po' piu' di gentilezza all' altro ristorante ci avrebbe
privati di questo incontro...