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* [GNAM] Moretum - Placenta Catonis



Visto l'orrore di Joacquim per il pepe in dosi elefantiache propongo
qualcosa di piu' ortodosso perche' almeno so' che e' mangiabile. Le
ricette originali sono state modificate a mio uso e consumo.

1) Moretum: Agliata (pseudo-Virgilio e Columella)
Per 12 persone
Ing.: 5- 6 spicchi d'aglio sbucciati, 2- 3 mazzetti di foglie di
rucola,  un poco di succo di limone, crescione, 1- 2 coste verdi di
sedano con le foglie, un mazzo di prezzemolo; e volendo menta,
mandorla, lattuga, porro e qualche pinolo.

Tritare o frullare in modo più o meno fine e poi aggiungere sei etti
di pecorino toscano di pasta morbida sminuzzato e rendere il tutto
omogeneo con un pestello ammorbidendo con olio (poco) e aceto
(pochissimo).
Ridurre in palline e servire su foglie di fico.
Anche se non lo era, conviene renderlo come fosse un semplice
formaggio condito altrimenti risulta troppo forte il sapore d'aglio:
l'aglio era molto presente e in forti dosi, soprattutto tra chi
svolgeva lavori pesanti, tanto da originare la frase fatta "Puzzi
d'aglio come un rematore".

2) Placenta Catonis: Torta di Catone (Catone)
Per 12 persone
Ing.: Strati: "pane carasau", latte. Ripieno: uvetta (noci, pinoli,
nocciole tostate e semi di papavero), 1 Kg di ricotta, 350 grammi di
miele, 300 cc di panna.
Era in realtà un piatto unico polivalente, molto pesante e cotto su
alloro ma che si prestava bene ad essere trasformato in un dolce
tipico.
Le sfoglie devono essere sottilissime per cui è molto meglio ricorrere
alla "carta da musica sarda" o "pane carasau" o "pane semolato sardo"
e inumidirlo con una tazza d'acqua, due cucchiai di miele per evitare
che si sbricioli quando vi si spalma sopra la ricotta. Porre sul
piatto una sfoglia quadrata di trenta centimetri di lato, spalmarla
con un impasto di ricotta, miele, panna montata a cui si aggiunge
volendo dell'uvetta rinvenuta e / o noci, pinoli, nocciole tostate e
semi di papavero; poi porre un'altra sfoglia dello stesso formato,
altro formaggio e così via; fare altri strati di panna e miele e
terminare con una sfoglia inumidita nel latte e larga tanto da
ricoprire anche i bordi della torta. Mettere in frigo ("officinae
reponendae nivis") e una volta che è freddo cospargerne la superficie
di miele.
PS) questo piu' che un dolce viene un mattone ma riempie lo stomaco da
dio.


- Alessandro Torti da Genova (PGP ID 0xDB666478)